Le opere

Le vergini di Sacramora

Un romanzo che s'incentra in un'ardua ricerca d'impasti, un'esperienza nuova e finissima dove l'orrore e lo sgomento per le orribili esperienze di sangue e di morte, fanno di questo lavoro un "atto" tragico. Vi è nel cursus osservativo il gusto dell'esoterico, anzi le figure protagoniste, dal candore geloso, si sciolgono via via in letizia.
Nella stessa trama vi è una simbologia che si prolunga nell'eterno e nell'eterno vive tra accostamenti drammatici e significativi. Già l'apertura del romanzo ti predispone, sai come affrontare il resto, man mano questo "viaggio" si colora di un incisivo e calmo linguaggio lirico. "Le vergini di Sacramora" di Nicla Morletti è un viaggio nell'intelligente ed enigmatico mondo della magia, dei rituali, dei misteri praticati e mai svelati. Un vero scrigno di formule, di numeri, di religioni, potrebbe chiamarsi "l'abraxa" del piacere e dell'avere, del silenzio e dell'amore. Di vera storia si tratta in una complessa e intricata trama, tra visioni e presagi. "Le vergini di Sacramora" sono in sostanza, la storia e la labilità di ogni cosa, la presenza nemica che contrasta due giovinette e tutto questo attraverso un particolare rituale, un suo voluto epicedio.
Dopotutto il romanzo di un brivido non può che toccare l'anima. Nicla Morletti sapeva che scriveva per trascinarci in un mondo imperversato da maghe e d'elisir, ma che nel tormento della trama raccoglie una poetica e travolgente grecità. Anche i brani dei lirici greci, sistemati all'inizio di ogni capitolo, avvalorano il lavoro e lo permeano di ambra e di profumi. Ricorda un po' i "Versi satanici" di Salman Rushdie.

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