Le opere

Difficili, impossibili amori

Genova 1530: il porto, i paesaggi scoscesi, gli orti fragranti. E storie tenere, appassionate, commoventi. Amori difficili, amori impossibili, addii e riconciliazioni: le vicende umane di sempre, perché in affari di cuore il tempo non ha limiti o confini. L'abate Niccolò, catturato dal fascino della bella Veronica, combatte disperatamente la debolezza umana, convinto che nel suo cuore regnerà solo Dio.
Il giovane conte Malatesta invece si innamora di Isabella, figlia di un ricco mercante di spezie.
Ma qualcosa turba il magico incanto.
E poi ancora Santiago De Compostela e Venezia, i canti dei pescatori e le note dei menestrelli sparsi per le vie. Certo, si tratta di una realtà romanzata. Di vero c'è solo il fascino di un secolo in cui l'uomo incominciò a scoprire se stesso.

Romano Battaglia
è un romanzo fra le cui pagine aleggia una storia antica. Siamo, infatti, nel 1530, in pieno Rinascimento, gli scenari sono quelli suggestivi di Genova e Venezia.
Lo stile è sobrio, essenziale, le descrizioni coinvolgenti, i personaggi si muovono con estrema disinvoltura. Ad ogni pagina, si avverte la voglia di comunicare per scoprire i più segreti palpiti dell'animo umano. Le storie si intrecciano, creando un caleidoscopio di sensazioni e di atmosfere e i momenti di gioia e di dolore si alternano a quelli intensi e struggenti dell'amore.
Gli esseri umani si affannano lungo i sentieri della vita correndo, spesso, dietro chimere o alla ricerca di ricchezze che non colmeranno la loro avidità: il possedere non ha lo stesso fascino delle cose desiderate. Non c'è gioia senza tormento, non c'è amore senza dolore e l'abate Niccolo, che ama perdutamente la giovane Veronica, deciderà con estrema sofferenza, che nel tempio del suo cuore regnerà solo Dio.
Ma i destini si incrociano come navi nei mari di Genova e Venezia, e fra i voli di gabbiani, il cielo si illumina di luci nuove.
Due innamorati si ritrovano dopo tanto tempo e coronano il loro sogno, circondati dal fascino della laguna e dei canali dove di sera si specchiano i lumi della città. E, in quell'incanto, due anime si uniscono ed è per loro come l'aprirsi della porta del cielo.
Ma quella felicità dura soltanto un attimo come le stelle cadenti di una notte d'agosto e in un mattino di nebbie, le campane delle chiese destano i vicoli e i rintocchi rotolano lenti, sino al cuore della gente, come per dire che il sogno è finito.
Luci e suoni, poi il silenzio rotto solo dal mormorio dell'acqua nei canali. E proprio nel silenzio, forse, si può trovare la chiave per capire questi difficili, impossibili amori.

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